Ciao. Piacere Simone. Grazie. Prego. Addio.
Una farfalla svolazza per la mia camera. Una farfalla notturna. Un po' mi sono affezionato. Un po' mi fa schifo. Ma non la disturbo. Faccia un po' quel cazzo che le pare; io me ne sto qui sdraiato sul letto con il dito sul << dell'iPod quando finisce la canzone. Sono stanco e avvilito. Senza nessuna voglia di scrivere cose con senso compiuto.
inciampo sul piano. affogo nella pozzanghera. rotolo nella salita. casco dal pavimento.
Cose così, insomma.
Piacere d'averti conosciuto. Piacere mio. Ora sai tutto di me. E invece non sai niente. Schiantàti contro la punta dell'iceberg. Uno affonda, l'altro si scioglie.
Buonanotte. E buona fortuna.
Io vado a dormire; quanto a te, farfalla, sbatti piano le tue alette e non mi svegliare.
Aggiornamento della mattina: l'umore s'è alzato e farfalla sta bene. Ora è in bagno e reagisce bene ai problemi intestinali. I miei ovviamente.
postato da: simcam alle ore settembre 30, 2007 13:57 | link | commenti
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martedì, 25 settembre 2007
A volte, in ufficio, ci sono problemi insormontabili.
Qual è la parte difficile da capire nella frase "la licenza ha la durata di un anno"?
postato da: simcam alle ore settembre 25, 2007 10:03 | link | commenti
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lunedì, 24 settembre 2007
Forse è solo un periodo in cui sono solo particolarmente intollerante o forse sono solo un finto buono del cazzo che nasconde invece un animo perfido e rancoroso, in ogni caso non riesco più a starmene zitto e far finta di niente mentre mi passano davanti migliaia di stronzi e di stronzate.
E allora provo a controllarmi, combatto con la mia coscienza che vorrebbe rimanere in silenzio per il quieto vivere. Uno, due, tre. Resisto e arrivo a quattro. Cinque e poi sbotto. Sparo. Fuori tutto il mio disappunto, rincarato da un rancore latente.
Sono uscite spietate che superano il torto subito e mi fanno ricadere dalla parte del torto.
Sono parole cattive ma non immeritate.
Sono sfoghi esagerati, frasi usate come schiaffi.
E allora perdonate se ve le ho dette, se le avete lette, se ve le hanno riferite e vi hanno ferito.
Scusate ma sono paletti che delimitano il mio spazio vitale. Se andate oltre mi ferite, mi prevaricate.
In altre parole, pisciate sul mio albero e questo non va bene.
Venerdì scorso con l'amico Franz abbiamo danzato sul filo del coma etilico. Un po' di qua, un po' di là... Ho anche provato a farlo arrampicare su una finestra, giurandogli che "non sei poi così in alto" e che lui è sicuramente meglio di Spider pork.
Abbiamo inaugurato la nuova stagione alle Cantine del duca. Non c'è niente da fare, esiste un Long island più buono? Sì, esiste. Da Aroldo, però stai in piedi.
Ho dovuto per forza fare i miei più sinceri complimenti a Valentina che lavora alle Cantine e che fa questi cocktails meravigliosi. Le ho però chiesto se poteva cambiare musica; non per sembrare snob, ma Gimme five di Jovanotti stava uccidendo gli anni ottanta e ci stava riprovando con la nostra serata. A Valentina non sembrava poi così male, forse perché lei l'ascoltava a... Quanti anni hai Valentina? – chiede Franz – Sei del settanta...
Ottantasei! – dice lei.
Orcaboia! – dico io, mentre nella mia testa si apre una finestra come Homer Simpson. Ventun'anni, bella e fa il Long island. Praticamente perfetta. Mo' le chiedo se sa cos'è il fuorigioco.
Più tardi, in un attacco di sadismo, ho pensato bene di far provare il Long island del Peperosa a Franz. Devo dire che l'ha retto bene. I primi cinque minuti. Quel che resta del suo corpo verrà cotto nel ristorante del Peperosa. Hai retto bene Gordo, Respect!
Spesso, dopo efferati delitti, si scoprono indizi importanti sui diari e sui blog delle vittime. Io mi porto avanti e annuncio: uno dei ragazzi nuovi di pallavolo non mi sembra esserci tutto con la testa. L'ho già amichevolmente soprannominato Garlasco. Poi non dite che non ve l'avevo detto.
postato da: simcam alle ore settembre 24, 2007 10:01 | link | commenti
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venerdì, 21 settembre 2007
Dicerie e conversazioni varie
Cercando di fare pubblicità al concerto organizzato dalle mie amiche (a proposito, tutti liberi oggi pomeriggiobarrasera in piazza municipale a Ferrara): "Micky, ricordati che venerdì c'è il concerto!".
"Ah già! Chi ci sono? Gli Après la port?".
"Après la classe, Micky... La classe."
Ieri sera, mentre entravo nella nuova palestra della nuova squadra, emozionato come un bimbo che va in prima elementare, una ragazza è uscita correndo in lacrime.
"È un buon inizio", ho pensato.
Dalla Gazzetta:
Inzaghi "Insegnerò calcio ai giovani"
Da Simcam:
"Noooooooooooo!"
A casa Simcam è arrivato questo.
Questo vi dà l'esatta misura di quanto è "grande" casa Simcam.
(PS.: Nel caso qualcuno stia esclamando "È andato a Ikea senza di noi!", la risposta è no, non ci sono andato, ma me lo sono fatto portare da un collega.
Voci di corridoio dicono che Fabri sia andato a prendere Simcam sabato sera e l'abbia trovato in lacrime davanti a "C'è posta per te".
Simcam non conferma né smentisce, dice solo "Non è una colpa mia se sono sensibile e nella mia tv si vede solo rai uno e canale cinque"
Il mio barbiere mi chiede sempre come stanno Gwyneth Paltrow e la piccola Apple. Io rispondo sempre che Gwyn sta bene e lo saluta e la piccola mela sta crescendo bene.
Tutto questo perché il mio barbiere dice che assomiglio a Chris Martin dei Coldplay. La mia collega dice che assomiglio a James Blunt e un tale dice che al massimo assomiglio a Rampinelli della Pupa e il secchione. Ma il tale non capisce un cazzo quindi non importa.
Io invece vorrei assomigliare a canzoni, a film, a libri, a quadri, a momenti di vita vissuta.
Vorrei assomigliare ad una canzone di Bob Dylan rifatta da Jimi Hendrix. Vorrei assomigliare al monologo di Rutger Hauer in Blade Runner. Al gol di Zidane nella finale di Champions League del 2002. All'ultima pagina del libro "L'amore ai tempi del colera".
Vorrei assomigliare ad un assolo di chitarra di Slash. Agli occhi di mio padre quando vede i suoi figli tutti insieme. Alla voce di Neil Young. Al piede sinistro di Maradona e al braccio sinistro di McEnroe. A By this river di Brian Eno. A Dave Gahan che vestito da re cammina nel video di Enjoy the silence. Vorrei assomigliare alla vespa di Bettinelli. Ad una sera d'estate del 2005 con i Negramaro in concerto. Vorrei assomigliare al 1968, se non è troppo.
Ora basta che devo andare con Gwyn e la pupa a fare la spesa alla Coop.
Simo e Fabri al cinema. Passa il trailer di Scrivilo sui muri.
Fab: Ma chi scrive queste battute?
Simo: Non lo so... ma di sicuro i genitori lo mandano a letto al massimo alle otto.
Continua la mia eterna lotta a difesa del Long Island contro il Peperosa che tenta di ucciderlo in tutti i modi.
Le puntate precedenti: qui e qui.
Rosa, manco a dirlo, cameriera del Peperosa: Simo, tu non conosci com'è il "vero" Long island! Adesso te lo faccio io e poi mi dici com'è.
Come vuoi che sia, cara Rosa, non so se questa sia la ricetta originale ma di sicuro è la più alcolica.
Venerdì sera, la battaglia più dura. Simo affronta l'altra cameriera, Stefania.
Simo: Sai fare il Long Island?
Stefania: Certo!
...
Simo: Dì la verità, stai guardando il ricettario?
Stefania: Sì! Ma solo per fare le dosi giuste! Ecco, dimmi com'è!
Simo dà una sorsata. Simo vede Dio e tutti gli angeli del paradiso, fa ciao con la manina e torna sul pianeta Terra. "È... buonissimo! Ora vado a sedermi, scusami ma non mi reggono le gambe".
Due sorsate dopo, ormai ubriaco fradicio, torno da Stefania a chiederle di allungarmelo con un altro po' di Coca Cola.
Stefi: È troppo alcolico?
Simo (a cui spuntano i boccoli d'oro e la faccia da serafino): Noooooo. Giusto un po' perché non ho mangiato niente dopo pallavolo. C'hai mica due patatine?
Segue la prova più dura. Il nemico del Long Island in persona. La proprietaria.
Proprietaria (penso si chiami così anche all'anagrafe) possiede sia la licenza del locale che quella per uccidere. Indovinate con cosa?
Proprietaria: Io il Long Island non lo faccio più! Prima lo prendono e poi si lamentano che è troppo alcolico!
"Nossignora, il suo è troppo alcolico. E c'è troppo dolore a questo mondo per lasciarci senza Long Island." Quest'ultima frase pronunciata biascicando. Biascicare rende poco convincenti.
Se andate al Peperosa e non vi servono il Long Island è colpa mia.
Note di colore: camminando verso casa mi sono schiantato contro la distesa estiva di un altro bar.
L'altra metà dei NuAutAut ha aperto (l'ennesimo) blog.
E se ve lo state chiedendo, i NuAutAut sono la band più in voga nei peggiori bar di Caracas, dove abbiamo soppiantato anche quella zoccola della pubblicità.
I NuAutAut non fanno dischi per polemica con le case discografiche e lo sciò biznezz. I NuAutAut non fanno mp3 da scaricare da internet. Non programmano nemmeno i concerti. Perché per i NuAutAut la musica è come la cacca, ad un certo punto la devi proprio fare.
Dov'è la musica dei NuAutAut? Ovunque ci sia una bella ragazza da convertire a groupie.
Com'è la musica dei NuAutAut? Due dita nella presa della corrente. Più o meno la sensazione è la stessa.
Presto troverete anche le magliette con nome, logo e filosofia di vita. Solo alla fine compreremo gli strumenti musicali e impareremo a suonare.