Rob Brezsny è un buon uomo ed io gli voglio bene.
Cancro
Come tutte le persone normali, a volte accumuli un po' di rabbia che non riesci a sfogare. Questa rabbia rischia però di esplodere, ferendo degli spettatori innocenti, danneggiando i tuoi rapporti con gli altri e facendoti prendere a pugni i muri. C'è un modo per evitarlo? Sì. Ti consiglio una terapia da me brevettata: la risata per liberare la rabbia, cioè un rituale di cinque minuti da fare una volta alla settimana in privato. Per quattro minuti, devi infuriarti, maledire, inveire e urlare. Per un minuto, invece, devi sforzarti di ridere senza controllo. Da questa settimana dovresti cominciare a inserire la risata per liberare la rabbia nella tua routine.
Ma porc... putt... vaff... fott... str...
Ah ah... Ah ah... Ah ah...
Ed io come sto? Sto in quel periodo in cui potrebbe cadermi un pianoforte sulla testa.
Anche se fossi in mare aperto.
Quando ho scoperto che Madonna ha copiato un video di Biagio Antonacci ci sono rimasto un po' male.
Quando ho scoperto che Michael Jackson ha copiato una canzone ad Albano ci sono rimasto un po' male.
Quando Marco Masini ha fatto la versione italiana di Nothing Else Matters ci sono rimasto un po' male.
Ma Simone che ammazza Don't Cry in italiano è francamente troppo. Simone, se Slash se ne accorge, prima ti ammazza e poi si fuma le tue ceneri.
Ovviamente quel Simone non sono io. Trattasi di questo qui.
Conversazioni (epistolari)
F.: Voglio fare il tour mondiale 1988 con i Guns N' Roses.
S.: Ed io con te. Pensa che serate tra concerto, droga, sesso e alcol. Il tutto andando a letto al massimo alle 21,30.
S.: Sto cercando su Google Maps un dirupo dove andare a suonare l'assolo di Slash di Don't Cry. Tu sai dove lo posso trovare? Bello alto perché devo farci cadere prima una macchina e poi la gibson.
F.: Certo che quel gorgeggio di Axl alla fine ci sta proprio come la merda sul pan di spagna. Io Axl l'avrei preso a calci in culo. Oppure lo avrei smutandato a partire da quel bel paio di shorts bianchi.
Conversazioni
– Ma tu vivi da solo?
– Lo puoi dire forte.
– Monolocale?
– Bilocale.
– Ma chi sta meglio di te?!
– Tutti. Anche i birmani.
Finiva l'anno. E per coincidenza finiva anche il secolo e il millennio. Guardai pupazzo Elvis seduto sulla poltrona, mi sembrava avesse detto qualcosa. Glielo chiesi.
– Hai parlato?
– No. Però se vuoi ti posso cantare qualcosa. Suspicious Mind?
– No, fa lo stesso. Ma sai cosa stavo pensando? Pensavo che tra qualche minuto qui finirà tutto. Ma domani sarà perfettamente uguale a prima. E allora cosa stiamo aspettando?
– Infatti io non mi aspetto proprio niente. Sei proprio sicuro di non volermi sentire cantare? Blue Suede Shoes?
– No. Allora perché so già che domani ripenserò con nostalgia al passato? Sento già un nodo alla gola e una morsa al cuore. Non l'avverti anche tu?
– Al massimo mi si infeltrisce un po' il pelo.
– Oddio... che dici, ascoltiamo i Mùm? No, meglio i Cure. I Cure sono l'ideale in questo momento. Metto su Disintegration. O Wish? Forse Wish è meglio.
– Non conosco i Cure. Però conosco Elvis! Love Me Tender? Can't Help Faling In Love?
– Metto Wish. Traccia tre, ok? Sentirai che roba. Ti metteranno una mano nello stomaco e ti rivolteranno le budella. Ti squarceranno il petto e ti prenderanno il cuore. Ti infileranno pensieri nel cervello attraverso le orecchie. Ti ascolteranno piangere e poi ne canteranno il dolore. Perché è questo che fanno loro.
– Quindi di cantare qualcosa di Elvis non se ne parla proprio?
Simo e la diplomazia (parte terza - rispondere al telefono)
Simo: Sì, ma... Certo, però... Ma se mi lascia dire una co... appunto...
Signora: ... se vi siete sbagliati non mi interessa, perché c'è un proverbio che dice "Chi sbaglia sbaglia"...
Simo: "Chi sbaglia paga".
Signora: Guardi che io non pago niente!
Simo: Giusto...
Data astrale dodici maggio duemilaotto.
Stiamo cambiando i computer in ufficio. Io avrò una specie di Space Shuttle con cui partirò all'esplorazione di nuovi mondi, alla ricerca di altre forme di vita e di civiltà, fino ad arrivare laddove nessun uomo è mai giunto prima.
Prima però devo riuscire a far andare Office.
Le grandi recensioni di Portapo58
C'è stato un periodo della mia vita in cui temevo di soffrire di narcolessia.
Poi ho scoperto che era tutta colpa di Antonio Tabucchi. A proposito...
Vendo "L'angelo nero" di A. Tabucchi, Edizione Feltrinelli.
Ottimo stato, praticamente intonso.
A breve, un'interessante recensione su Alanis Morissette intitolata "Se ti fermavi al primo disco era meglio".