In viaggio.
Odio risvegliarmi al buio. E odio gli alberghi che non ti lasciano nemmeno un po' di luce per capire dove resta il tuo culo per potertelo grattare. Cerco il telecomando sotto il cuscino per accendere la tv. Scorro tutti i canali di musica alla ricerca di un mio video, ma in questo paese di caproni sembrano ascoltare solo merda. Sorrido pensando a quando, durante il concerto di ieri, ho detto quanto amassi loro e la loro città. E credo di aver detto di amare anche questa culona che adesso dorme al mio fianco.
Odio pure le ragazze che non se ne vanno subito dopo la scopata. Purtroppo ieri notte ero troppo fatto per ricordare chi fosse e dove l'avessi rimorchiata e adesso me la ritrovo nuda sul letto mentre dorme a bocca aperta.
Finalmente un mio video. Certo non il più riuscito. L'avevo detto che quel regista era un cazzone e l'idea di spararmi addosso tutta quella vernice verde era una stronzata.
Alzo il volume, magari riesco a svegliarla.
Mi fa male la testa e ho ancora le orecchie chiuse. In bocca ancora il saporaccio degli acidi della sera prima. Sul comodino trovo ancora qualche cartoncino, quelli con la faccina che ride. Li ringrazio e gli contraccambio il sorriso.
Mi trascino in bagno e mi guardo allo specchio mentre piscio nel lavandino. La matita è colata dagli occhi, cazzo. Vorrei farmi la barba, ma la mano mi trema ancora troppo. Devo uscire da qui, stare davanti allo specchio mi innervosisce.
Torno in camera, in tv stanno passando un video dei Blink.
Che si inculino! – grido allo schermo, mentre cerco di abbassare il volume.
Vado verso la finestra e apro le tende. La luce mi provoca un dolore quasi insopportabile agli occhi. Le richiudo subito. Devo assolutamente mangiare qualcosa.
Su un piccolo tavolo di legno trovo dei sandwich di ieri e della cocaina. I panini sono secchi da fare schifo ma non ho voglia di telefonare al servizio in camera. Me li mangio mentre guardo l'ultimo video dei Nickelback.
- Che capelli di merda ha Chad! Tu non trovi?
La ragazza non si è ancora svegliata.
- Certo! Che ti frega. Tanto ti scoperesti anche quello, tu.
Finisco i panini e raccolgo la coca rimasta sul tavolo per la prima tirata della giornata.
- La colazione dei campioni! Ne volevi un po', Foxy Lady? Peccato, è finita.
Trovo i miei pantaloni per terra. Mi dimeno come una biscia mentre cerco di infilarmeli.
Mi arriva la botta. Mi ributto sulla sedia e chiudo gli occhi.
Sto salendo una scala a chiocciola senza parapetto mentre un sacco di gente scende e mi spinge. Gli urlo contro ma loro mi urtano e mi fanno cadere.
Cado giù.
Mi riprendo in preda ai brividi. Provo a calmarmi, respiro forte e guardo un video dei Lacuna Coil. La cantante resta sempre una gran figa.
Prendo la mia chitarra e mi siedo sul letto.
- Guarda che te ne devi andare!
La stronza non fa che dormire.
Comincio a suonare.
- Questa è di Jimi! Conosci Jimi tu? – mi fermo e mi volto verso di lei. – No, tu non conosci un cazzo! Lo sai cosa diceva Jimi? Il blues è facile da suonare, ma non è facile sentirlo veramente.
Ricomincio a suonare. Gli effetti delle droghe mi rendono impreciso, ma riesco a sentire la musica scorrermi dentro. Passo dal blues al rock. Alterno pezzi di Jimi a quelli degli Stones.
Mi perdo nella musica e ripenso alla cantina dove suonavo da ragazzo; alle ore passate sulla chitarra nonostante il dolore alle dita. Mi ritorna alla mente il mio primo gruppo e il pulmino della Volkswagen. Ricordo quando ho lasciato il Texas e i miei genitori per trasferirmi in California. Penso ai primi dischi e alla prima tournée, dalla California alla Florida fino alle luci di New York. Penso ai tour promozionali in Europa e ai fans che attaccano la faccia ai finestrini della limo per vederti.
La mia mente viaggia libera mentre suono Hurt dei Nine inch nails.
Apro gli occhi e mi guardo intorno. Sono di nuovo in questa merda di stanza d'albergo. Sento la rabbia trasalire e butto la chitarra per terra.
- E tu, cazzo, te ne devi andare da qui!
La ragazza non mi risponde nemmeno. Mi avvicino a lei e cerco di svegliarla.
Il suo corpo è gelido.
- Oh, cazzo...
Mi siedo ai piedi del letto e ricomincio a canticchiare.
- Where do we go now... Sweet child o'mine...