Nuovo mondo.
Vollero infine accontentarmi. Se Simone dice che questo Nuovomondo è un bel film, guardiamolo!
Sono sicuro che accettarono di guardarlo solo perché ero l’ultimo arrivato del cineforum. Non sapevano quindi, se questo nuovo ragazzo era taciturno perché timido o perché, francamente, si era già rotto i maroni da un pezzo di sentir parlare della politica del centrosinistra e di giovani trentenni dai grandi ideali sociali.
In realtà erano tutte e due le cose. Ed io dissi che era un bel film perché: a) mi sembrava politicamente corretto per l’occasione; b) perché volevo sembrare intelligente davanti alla ragazza mora; c) l’aveva detto Linus alla radio.
Iniziammo a guardarlo, tutti davanti al televisore. Pochi eletti sul divano, altri seduti per terra, uno, cioè io, sulla scomodissima sedia della cucina che mi aveva già procurato delle piaghe al sedere durante la cena.
Non è possibile – continuavo a pensare – che un film sia brutto già dai primi cinque minuti!
L’atmosfera si faceva sempre più tesa. Sentivo il malumore serpeggiare tra i miei nuovi amici. Avrei giurato di aver sentito anche delle frasi ingiuriose nei miei confronti.
“Vi ho detto che questo film sarà candidato agli Oscar?”, provai a dire per stemperare un po’ la tensione.
“Se l’hanno candidato, qualcosa di bello ci sarà… ah ah…”. L’assenza di risposta mi fece capire che no, non c’era più speranza di far apprezzare quella merda di film.
Del resto non mi sentii di dargli torto.
La goccia che fece traboccare il vaso fu la scena finale. I protagonisti, emigrati in America, facevano il bagno in un mare di latte. Era la fine, sentivo ormai la rabbia dei miei compagni di cineforum trasalire, non sapevo per quanto tempo si sarebbero trattenuti.
“Io credo proprio che…”, gli occhi erano già puntati tutti su di me. Gli leggevo la sete di vendetta. “Credo proprio che ora… correrò in bagno!”
Corsi via, inseguito da tutto il gruppetto del cineforum. Giusto il tempo di dare un giro di chiave che sentivo le spallate tentare di sfondare la porta.
“È un film di merda, e allora?”, cercavo di giustificarmi.
“Perché ce l’hai fatto vedere?”, “Chi volevi impressionare? Addirittura candidato all’oscar? Esci fuori che te lo diamo noi l’oscar.”
“Non è colpa mia, mi è stato consigliato. Per curiosità… la morettina l’ho impressionata?”
Non so perché lo chiesi. Sentivo che ormai la situazione era disperata e persi ogni remora.
Comunque la morettina era la fidanzata del padrone di casa. E anche lui perse ogni remora e decise che doveva farmi del male a tutti i costi.
Alla fine riuscii a scappare via dalla finestra, scendendo dal secondo piano al piano terra appoggiandomi ai tubi delle fognature.
Ed è per questo che adesso mi trovo qui, a Milano, in via Massena 2, per discutere con Linus dei suoi gusti cinematografici. Perché non si può dare consigli così, alla leggera, senza pensare alle conseguenze. A meno che tu non abbia intenzione di trasferirti per sempre in un nuovo mondo.