Vi posto qui il commento di Ponci al racconto sulle scuole medie che ho scritto qualche giorno fa.
Chissà perché del passato ricordiamo solo le cose belle (almeno io)... chissà perché del presente vediamo solo le cose brutte (almeno io)...
"Si ma che rievocazione è senza le mie scoreggie? Senza Magno in B che gira con il cappello di sherlock holmes e i capelli permanentati? Pellizzola gigantesco e abusivo (chi non ha temuto almeno una volta che Pellizzola lo violentasse?)? Cavicchi lungo come una pertica, dai piedi grandi quanto racchette da tennis? Pratelli con i capelli a spazzola biondi che andavano tanto, e quell'accento della profonda bassa. Poi la grande divisione del mondo delle medie tra gli alti e i bassi, con me e Simone che appartenevamo ai secondi finche' poi al liceo gli ormoni si misero finalmente a pompare..
Quella checca di Filippo L., che se lo vedo adesso gli darei una pacca sulla spalla e direi: ma non potevi dircelo prima che sei frocio, chi se ne frega in fondo?
Degosciu quel vendicativo terrunciello, con il faccino da bulldog. Se gli pestavi un piedino inavvertitamente era capace di inseguirti per settimane finche' ti aveva restituito il favore.
E poi i mega bocciati, figure mitiche che si interessavano di bizzarre cose della vita come i vestiti e la pettinatura, che a noi parevano appartenere a un altro pianeta (alle superiori la nostra sfigataggine si sarebbe in alcuni casi trasformata in atteggiamento politico, tipo “dalli al fighetto”). Me ne ricordo uno abbronzato e riccio, chissa’ che ne e’ di lui.
Poi vediamo....Amatuzio e le sue balle colossali, sempre divertenti tipo quella dello zio d'america che aveva una cadillac rosa cabrio con le corna di bufalo sul cofano.
Biagini, (si chiamava cosi'?) con quei denti impossibilmente storti, i capelli e il cranio a forma di GHIANDA. Davvero eh? Come era possibile?
Borelli con quell'aria da ragioniere quarantenne, incredibile son sicuro che anche adesso ha un'aria da ragioniere quarantenne. Pero' magari fa il tennista professionista o l'astronauta.
La Giannitto era un po' l'anima maledetta, la kate moss della sezione C, peccato quel nasino. Laura Lazzari fu una delle prime compagne di classe ad avere uno sviluppo del seno, vi ricordate come gliele fissavamo quando si stiracchiava? L'altra vamp della terza C era la VASS al secolo vassellini, era già più donnina delle altre ma effettivamente non era vamo tanto esigenti. Mi ricordo una volta che a ginnastica le fecero vestire con un costumino (intero) da bagno verde, praticamente mi si risvegliavano gli ormoni Il massimo del contatto erogeno era, come noto, l'inseguimento all’uscita, come una mandria di buoi corre verso l’acqua noi ci lanciavamo verso le due poverine sperando di carpire una palpata di natica o anche meglio.
La Manfrin, con quell’aria tanto triste, non riesco a ricordarmi lo sguardo.
Claudia Moretti a.k.a. Kamala, che magari adesso e’ carina e femminile ma al tempo era un freak of nature, sembrava uno di quei barbari che nei telefilm hanno i capelli lunghi, indossano armature di cuoio e brandiscon spadoni.
Stefano Sinz era pazzo! Picchiava tutti indiscriminatamente, e con una certa ricorrenza il sottoscritto.
Francesco Viviani e la sua fissa per Jovanotti! Ma era una fissa seria, vi ricordate? Con i cappellini, i dischi, le magliette..
Michele Ziosi era gia’ piu’ intellettuale di noi, tra l’altro e’ uno di quelli che ha la stessa faccia di allora..
Potrei andare avanti ma poi mi commuovo..."
Lo so dove sono finito. Scuola media Leonardo Da Vinci. Riconosco ancora tutti i miei compagni. Mi avvicino al mio io dodicenne, tutto intento a disegnare tele di ragno negli spazi bianchi del libro. Accanto a me c'è Francesco. Sulla mia mano sinistra ci sono ancora i segni del righello con cui mi colpisce. È un gioco sottile e crudele, il suo. Aspetta le ore di lezione di italiano, dove regna il silenzio più assoluto, quello provocato dal terrore della professoressa Borea, la donna con la nota più facile di tutta la Pianura Padana. Lui mi colpisce la mano con il righello, quello da venti centimetri, di taglio, perché fa meno rumore e più male. Io mi lamento per il dolore e la professoressa mi mette il primo richiamo. Alla spiegazione sul perché del mio lamento, lei ribatte aggiungendomi un richiamo e mettendo il primo a Francesco. Un enorme vantaggio per un maestro del fastidio come lui e riuscirà a farmi avere il terzo, fatale, richiamo nel giro di pochi minuti.
Ora li ho tutti intorno, come allora. Uniti dalla noia per la lezione di musica. In fondo vedo la professoressa Zaccaria. Gesù, quanto è vecchia. A giudicare dalla luce fuori dev'essere primavera inoltrata, eppure la vecchiarda ha ancora la stufetta elettrica supplementare accesa a tutta manetta vicino alle gambe. La guardo, e tra le pieghe della sua faccia riesco pure a scorgerci degli occhi. Le labbra no, quelle sono state completamente inglobate dalle rughe. Ora ci invita con la solita allegria a prendere i nostri flauti e farle sentire come suoniamo. Quanto ci faceva divertire questa frase? Prendete i flauti e fatemi sentire come suonate. Era un rigore a porta vuota per degli adolescenti che ridevano a ogni cosa avesse anche un lontanissimo doppio senso sessuale.
Eccomi pronto a suonare. Ricordo di averci messo parecchio tempo per imparare a fingere di suonare. Forse ci avrei messo meno se avessi voluto imparare a farlo veramente. C'è da dire che come suonavo io in playback non ce ne sono tanti. Il mio era vero talento, più una bella spolverata di faccia tosta, che mi permetteva di eseguire anche i pezzi più facili, quali l'indimenticata melodia del Mulino Bianco, con una passione e un trasporto che neanche il più navigato dei musicisti potrebbe avere. E il movimento delle dita era poi il mio fiore all'occhiello. Per fingere di emettere quattro note riuscivo a gesticolare come neanche Miles Davis faceva con la sua tromba. Alla fine riesco pure ad avere un espressione stanca e soddisfatta. Bravo piccolo Simone, se solo potessi, ti accarezzerei i capelli. Mentre con l'altra mano colpirei Francesco.