Ho sempre ben chiaro nella mente il preciso momento in cui trovo qualcosa per cui perderò la testa. A questo punto non citerò momenti e nomi di ragazze per non diventare troppo sentimentale e annegare in un lago di lacrime. Voglio solo raccontare di quando ho scoperto canzoni che mi hanno aperto un mondo e cambiato la vita.
Una domenica sera del 1992, mentre sonnecchiavo a letto davanti alla televisione accesa, su rai uno passano il nuovo video degli U2, One. Per l'esattezza la versione con i bisonti che corrono e finiscono per cadere giù dal burrone. Per di più con i sottotitoli. Ovviamente gli U2 suonavano già da oltre dieci anni ed erano famosissimi ma ancora non erano entrati nella mia vita. Quella sera l'hanno fatto e l'hanno ribaltata e messa a soqquadro. Ora conosco tutta la loro discografia e considero il periodo di Achtung baby come la massima vetta del loro carisma.
Nel settembre del 1991, al rientro sui banchi di scuola, il mio compagno Giulio ascolta continuamente la cassetta di Innuendo dei Queen. Fino ad allora li ricordavo solo per I want it all, la sigla di testa di Non solo moda. E in quel periodo la sigla diventa Innuendo. Tutte le canzoni del disco sono per me inarrivabili per la loro bellezza. La mia copia di Innuendo mi viene però regalata da Francesco, a cui aggiunge un paio di "sue" versioni. Memorabile Bijue 2 e The Corno must go on. Sempre il compagno Giulio mi annuncia che Freddie Mercury ha l'aids. Poi bestemmia e picchia il muro. Freddie muore in novembre, mentre su tutte le televisioni passa il video di The show must go on. Nei mesi successivi non ci fu amico mio che non avesse la discografia completa dei Queen.
A onor del vero, ho ascoltato talmente tanto i Queen in quel periodo che adesso non riesco più a sentire niente di loro. Comprese tutte quelle ridicole raccolte che ogni Natale fanno uscire.
Il primo contatto con i Depeche mode avvenne nel 1990 con quell'indiscutibile capolavoro che fu Enjoy the silence, ma la vera folgorazione fu tre anni dopo, quando uscì Songs of faith and devotion. Il primo video era I feel you, cominciava con uno stridio prolungato e insistente e un Dave Gahan più figo che mai, in gessato grigio, barba e capello lungo, intento a circuire una splendida bionda. Inutile dire che alla fine del video la ragazza è bella che cotta e si apre la camicetta per il buon Dave. Emblematico il fatto che quel periodo coincise anche con uno dei peggiori periodi della mia vita e di quella di Dave. Per una ragazza il mio, per la droga quello di Dave. Entrambi siamo sopravvissuti.
Nel 1992 scoprì quanto è profondo il mare. Non sto parlando della canzone di Lucio Dalla ma di quanto possa essere triste la vita e la musica. Potrei definirlo il mio periodo dark. In televisione passava il nuovo video dei Cure, High, e Robert Smith se ne stava appeso a un aquilone a cantare. Il disco si chiamava Wish e conteneva degli autentici inni allo "sbattimento". All'epoca avevo diciassette anni, ovviamente nessuno mi capiva, e io non capivo che blu e nero non andavano abbinati.
Nel 1991 ero al liceo artistico, ero circondato da compagne di scuola molto più mature di me che non esitavano un solo secondo per farmi notare la mia inadeguatezza alla vita sociale e sentimentale. Io ero semplicemente "fuori dal giro". Tutto era perfetto per farmi apprezzare il grunge. Ed ecco uscire il secondo disco dei Nirvana e la fenomenale Smell like teen spirits. La faccia sbattuta di Kurt Cobain era esattamente quello che provavo in certi ambienti e la sua musica era ciò di cui avevo bisogno in quel periodo. Purtroppo, come per il mio periodo dark, anche il grunge si riversò sul mio abbigliamento con delle "bellissime" camicie di flanella, rigorosamente aperte su magliette adolescenziali. Nel frattempo Kurt lasciava l'edificio.
1986. A undici anni il mio nobile animo di bambino venne sconvolto dalle note di Russians di Sting (note, peraltro, copiate a Prokofiev). Mio padre, orgoglioso dei miei raffinati gusti musicali nonostante l'età, mi regalò la cassettina. Si chiamava The dream of the blue turtles ed è stata letteralmente consumata nei mitici walkman di tanti anni fa. Oggi potremmo mai dire "Ho rovinato l'mp3 a forza di ascoltarlo sull'iPod"?
1988. Durante il mio primo soggiorno estivo con i salesiani, un ragazzo mi fa ascoltare una canzone. È una folgorazione. "Come si chiama?" gli chiedo. "So lonely, è dei Police". "Forte 'sti Police! – dico – la voce del cantante mi ricorda quella di Sting. Sai, io l'adoro, so tutto di lui!"